Insegnante di sostegno

Paola De Marco

Ho quarantatre anni, originaria di San Pietro Vernotico  ma vivo a Lecce. Sono un’insegnante specializzata sul sostegno e lavoro da più di dieci anni presso la scuola primaria. Ho conseguito la laurea in sociologia e la laurea in Scienze della formazione  a Macerata.  Subito dopo la laurea in sociologia, ho lavorato nel sociale con  minori e tossicodipendenti prima a Parma, poi a Lecce, per poi dedicarmi completamente all’ insegnamento. Ho poi creato, con la mia amica e collega Valeria Zirpoli, un gruppo di insegnanti di sostegno conosciuto a livello nazionale: “Sostengo il sostegno”. Lo scopo di questo gruppo è offrire uno spazio di discussione e condivisione di idee, segnalazioni, esperienze e richieste tra le persone, sui temi della disabilità e sul mondo della scuola.

Vedo la vita a colori e cerco di farla vedere così anche ai miei alunni.

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  • 2001

    Laurea in Sociologia

  • 2006-ad oggi

    Insegnante Sostegno Scuola primaria

  • 2014

    Laurea Scienze della Formazione primaria

Intervista a Paola De Marco

Quello che i bambini insegnano

“ Se  v’è per l’ umanità  una speranza di salvezza e di aiuto, non potrà venire che dal bambino, perchè in lui si costruisce l’uomo” (Maria Montessori).

Viene a galla quello che vorremmo essere e, per certi versi, non riusciamo ad essere, almeno non subito. Viene a galla quella geometria di parole alle quali non siamo abituati forse perché vorremmo sceglierle. Prima o poi viene a galla la nostra voglia di libertà che ci permette di voler essere persone semplici tanto da guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Con gli occhi di un bambino indifeso, con gli occhi di un bambino che si relega nella sua camera, incompreso, con  gli occhi di un bambino desideroso di altri occhi e di vita che possa venirgli incontro. Leggi di più…

Rossella Oricchio intervista paola de marco

Ecco il mio ultimo video!

Quanto conta la didattica

Insegnare significa lasciare il segno (S. Tassinari – Scrittrice)

Domande e risposte sul sostegno

L’insegnante per le attività di sostegno è un insegnante specializzato assegnato alla classe dell’alunno con disabilità per favorirne il processo di inclusione. Non è pertanto l’insegnante dell’alunno con disabilità ma una risorsa professionale assegnata alla classe per rispondere alle maggiori necessità educative che la sua presenza comporta.

Il PEI – Piano Educativo Individualizzato descrive annualmente gli interventi educativi e didattici destinati all’alunno, definendo obiettivi, metodi e criteri di valutazione. È parte integrante della programmazione educativo-didattica di classe e contiene:
-finalità e obiettivi didattici e in particolare gli obiettivi educativi, di socializzazione e di apprendimento riferiti alle diverse aree, perseguibili nell’anno anche in relazione alla programmazione di classe;
– gli itinerari di lavoro (le attività specifiche);
– i metodi, i materiali, i sussidi e le tecnologie con cui organizzare la proposta, compresa  l’organizzazione delle risorse (orari e organizzazione delle attività);
– i criteri e i metodi di valutazione;
– le forme di integrazione tra scuola ed extra-scuola.
Poiché la valutazione degli alunni con disabilità è riferita al PEI, sia per quanto riguarda obiettivi che metodi e criteri di verifica, questo documento dovrà contenere in modo chiaro tutti gli elementi che consentiranno poi effettivamente di valutare gli esiti dell’azione didattica. Il PEI viene redatto all’inizio di ciascun anno scolastico ed è soggetto poi a verifica. È redatto congiuntamente dalla scuola e dai Servizi (Equipe Psico-Sociosanitaria) con la collaborazione della Famiglia.

Per definizione la didattica inclusiva è quel "modus educandi" che nasce per garantire la comprensione del bisogno educativo del singolo e per mettere in atto di riflesso soluzioni funzionali, superando le rigidità metodologiche e le differenze di ogni sorta. Il concetto di partenza è quello di una scuola che deve passare dall’integrazione degli studenti ad una reale inclusione degli stessi, in un clima partecipativo e collaborativo.

Si tratta di strategie volte a modificare gli schemi e gli standard delle classiche metodologie di insegnamento, volte a far crescere all’interno del gruppo classe l’idea che la diversità non sia un ostacolo ma una risorsa.
Sarà compito dell’insegnante valutare quale strategia è il caso di applicare in base alla situazione specifica, per questo è importante che egli abbia competenze e conoscenze particolari in materia.
Le strategie attuabili sono molteplici e spesso si basano sull’incentivazione di nuove modalità di apprendimento tra cui:
– l’integrazione della tecnologia nella didattica;
– il cooperative learning;
– la didattica metacognitiva;
– l’utilizzo della LIM.

Competenze del Docente

Capacità di inclusione 80Percent
Organizzazione proposta 90Percent
Comprensione bisogno educativo 100Percent
Strategie di didattica inclusiva 85Percent

I NUMERI CONTANO

Non tutto ciò che conta può essere contato

24

ORE DI LEZIONE/settimana

20

PROGETTI

100

STUDENTI FELICI

50

GENITORI SODDISFATTI

Il mio team di maestre

Lavorare con altri Docenti amplia le prospettive e allarga le visioni. Il confronto costante migliora il lavoro e accresce competenze ed obiettivi comuni.

Simona Guarino

simona guarino

Rosanna Ambrosio

Rosanna Ambrosio

Mi chiamo Simona Guarino e sono un’appassionata della scrittura e della creatività. Con l’aiuto della mia famiglia e di alcune amiche, ho iniziato il mio cammino verso quello che ritengo un miracolo inatteso. Il percorso è lungo e sono solo all’inizio, ma come diceva Antoine de Saint-Exupéry, ciò che conta è apprendere “l’arte dei piccoli passi”. Può condurci lontano!

Sono Rosanna Ambrosio docente di scuola dell’infanzia in provincia di Cosenza. A dire il vero mai avrei pensato di poter lavorare in una scuola dell’infanzia. I miei studi ,la mia laurea in Materie Letterarie avrei voluto sfruttarli nella scuola media superiore dove ho insegnato a lungo Italiano e storia. Poi è arrivato il ruolo nell’infanzia e ho accettato con timore. Utilizzare codici e modi adatti alla fascia d’età dai 3 ai 5 anni mi sembrava complicato. Avevo paura di sbagliare Allora con l’aiuto di brave colleghe ho cercato soprattutto di entrare ed accarezzare l’animo di ogni bambino a me affidato. Una meravigliosa fatica che mi ha reso ancora migliore.
Moderatrice gruppo Sostengo il Sostegno